Adeguamenti tariffari 2012

TAXI: AL VIA IN LOMBARDIA DA LUGLIO AGLI ADEGUAMENTI TARIFFARI

Milano, 9 mag. (Adnkronos) – La Giunta regionale lombarda, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo, in applicazione dell’accordo sottoscritto con gli Enti locali e i sindacati di categoria nel settembre del 2008, ha deliberato l’adeguamento automatico delle tariffe dei taxi del bacino aeroportuale del 3,36 per cento a partire dal 1 luglio. Gli adeguamenti automatici, così come previsto dall’intesa del 2008, riguardano esclusivamente il recupero dell’inflazione e sono calcolati in base al raggiungimento, o meno, degli indici di qualità predeterminati. Sempre dal 1 luglio scatteranno anche gli adeguamenti sulle corse a tariffa fissa da Linate alla Fiera di Rho e da Malpensa a Linate. Da luglio si pagheranno dunque 105 euro, contro i 100 attuali, per andare dall’aeroporto di Linate a quello di Malpensa; mentre il viaggio da Linate alla Fiera di Rho costerà 55 euro invece di 50. Rimangono invariate le tariffe Milano-Malpensa (90 euro) e Malpensa-Rho Fiera e Malpensa-Varese (65 euro). Quattro gli indici di qualità individuati e sanciti nell’accordo: auto attrezzate con strumenti di pagamento elettronico; conducenti che conoscono una o più lingue straniere; numero di auto con alimentazione ecologica o che rispettino lo standard euro più recente commercializzato; disponibilità di auto in servizio. L’adeguamento del 3,36 per cento è dovuto al raggiungimento, nel 2011, del solo parametro relativo alle auto dotate di pagamento tramite Pos. (Red-Ros/Ct/Adnkronos) 09-MAG-12 20:34

Approvato in Commissione il nuovo testo

Il 28 febbraio la X Commissione del Senato ha approvato l’emendamento proposto dai relatori, Vicari (PDL) e Bubbico (PD) riguardante il settore taxi.
Scongiurata, già in precedenza, la liberalizzazione selvaggia del servizio, il testo attuale prevede che:
- Saranno sempre i Comuni e le Regioni ad avere competenza per l’eventuale emissione di nuove licenze; l’ Authority avrà compiti di monitorare e verificare la rispondenza agli standard europei e in caso di gravi inadempienze potrà ricorrere contro le decisioni dei Comuni al TAR del Lazio;
- le nuove licenze potranno essere assegnate a titolo gratuito o oneroso e i proventi della vendita saranno finalizzati ad indennizzare chi è già titolare di licenza;
- maggiore libertà di organizzazione del servizio, d’intesa coi comuni, per fronteggiare particolari eventi o periodi di prevedibile incremento della domanda o per organizzare servizi come il taxi collettivo;
- migliorare la qualità del servizio attraverso la formazione professionale;
- extraterritorialità consentita previo accordo tra i Comuni;
- sostituzione alla guida all’interno del turno assegnato o di un eventuale turno integrativo.
Sono spariti sia il cumulo delle licenze che le part time.
Ora il testo passerà all’approvazione prima del Senato e poi della Camera.
Vi riporto il testo integrale. L’emendamento che ci riguarda è il 36.100.

Emendamento 36.100 testo 3

Modifica al Codice della Strada – CELLULARI

Legge 13 febbraio 2012, n. 11 (GU n. 43 del 21-2-2012 ): “Modifiche all’articolo 173 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida”.   (In vigore dal 7 marzo 2012)

 Art. 1

 1. All’articolo 173, comma 2, del nuovo codice della strada di  cui al  decreto  legislativo 30 aprile 1992, n.  285, e successive modificazioni, le parole: « nonché per  i  conducenti  dei  veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto  di persone in conto terzi » sono soppresse.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sarà  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

 Il testo coordinato dell’articolo 173 del Codice della Strada

 TITOLO V – Norme di comportamento

 Uso di lenti o di determinati apparecchi durante la guida

 1. Il titolare di patente di guida o di certificato di idoneita’ alla guida dei ciclomotori al quale, in sede di rilascio o rinnovo della patente o del certificato stessi, sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l’obbligo di usarli durante la guida. (5)

2 É vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia [, nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi]. É consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani. (1) (6)

3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 76,00 a euro 306,00. (2) (3)

3-bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 152,00 a euro 608,00. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio. (2) (4)

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Vedi art. 123 DPR 15/06/59, n. 393

(1) Comma prima modificato dall’art. 90 DLGS 10/09/93, n. 360 e successivamente modificato dall’art.2, DL 20/06/02, n. 121 convertito in L 01/08/02, n. 168.

(2) Le sanzioni amministrative pecuniarie sono aggiornate al DM giustizia 22/12/2010 (G.U. 31 dicembre 2010, n. 305).

(3) Comma modificato dall’art. 3 DL 27/06/03, n. 151, successivamente convertito, con modificazioni, dalla L 1/8/2003, n. 214 e successivamente sostituito dall’art. 4, DL 3/8/2007 n. 117, convertito in legge 2/10/2007, n. 160.

(4) Comma inserito dall’art. 4, DL 3/8/2007 n. 117, convertito in legge 2/10/2007, n. 160.

(5) Comma sostituito dall’art. 29, L. 29/7/2010, n. 120.

(6) Comma modificato con parole soppresse dall’art. 1 della Legge 13/2/2012 n. 11.

http://www.polizialocale.com/2012/02/22/niente-piu-cellulare-libero-ai-conducenti-dei-veicoli-per-trasporto-di-persone-in-conto-terzi-linea-taxi-e-ncc-in-g-u-la-legge-approvata-definitivamente-il-25-gennaio/

Nonno Mario

Sul sito del Governo è stata creata una pagina dedicata alla comunicazione con i Cittadini (http://www.governo.it/GovernoInforma/dialogo/estratti.html). Una sobria rubrica intitolata Le parole dei cittadini pubblica le e-mail inviate al Presidente del Consiglio Mario Monti. C’è da restare sbigottiti nel leggere alcune perle che rimandano a luoghi e tempi lontanissimi dai nostri:

…”Vedo i segni della stanchezza sul suo volto, ma le volevo scrivere a grandi lettere il mio apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo per salvare l’Italia e gli italiani“…

…oggi ho visto il Professore alla trasmissione condotta dalla giornalista Lucia Annunziata su RAI3…voglio, con questa mia, solo testimoniare che se c’è una cosa che noi “cittadini normali” abbiamo capito di questo strapazzato Governo Tecnico è che di Lui, con tutte le incertezze del caso e un pò come nella vita, ci si può, una volta tanto, fidare!…

 E, su tutti, il CAPOLAVORO assoluto:

…Lisa, una bambina di due anni e mezzo, alla domanda “che cosa hai visto in TV?”, risponde “Ho visto il nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro…

Culto della Personalità ? Nuovo MinCulPop ? Di sicuro ce ne sarebbe da far arrossire il Caro Leader della Corea del Nord.

Di mail contrarie all’operato di Nonno Mario non v’è ovviamente traccia. Non sono previste proprio. Non sono funzionali alla fabbrica del consenso !

 

Comunicato nazionale

Comunicato alla categoria

Firenze 01 febbraio 2012

Oggi si è riunito il parlamentino della categoria.
Dopo ampia e motivata discussione che ha visto la partecipazIone costruttiva di tutti i presenti, è stato nominato un gruppo ristretto di lavoro che ha predisposto uno schema di emendamento da proporre al Parlamento nella fase di conversione in legge del D.L. N 1 del 24 gennaio 2012.
Nello schema di emendamento, condiviso da tutte le sigle sindacali, sono stati esaminati gli aspetti più critici, temperando le possibili conseguenze negative, sia per quanto riguarda i titolari di licenza che per quanto riguarda l’utenza in termini di peggioramento del servizio.

Le OO.SS. nazionali di categoria

L’AUTOSTRADA DELLA VERGOGNA

        ” Buone notizie dal fronte dei consumatori: secondo Adiconsum e Federconsumatori la misura porterà infatti a un risparmio per famiglia di 946 euro “.

Secondo l’osservatorio nazionale Federconsumatori, grazie ai processi di liberalizzazione, in un anno il risparmio stimato è di 946 euro a famiglia e la previsione di risparmio in percentuale sul Pil è pari a 1,5%.
I RISPARMI PER SETTORE. I calcoli sono tutti rapportati all’universo famiglie italiane (24 milioni – 2,5 componenti  di media – spesa media annua di 29.304 euro). Intanto è uscita una prima previsione della riduzione sui costi complessivi (in euro) del settore o del servizio. 
Per i carburanti gli italiani risparmieranno 116 euro, per il settore professioni 184, per il commercio 247. Poi, ancora, con la liberalizzazione delle farmacie il risparmio sarà di 42 euro, che salgono a 114 per le assicurazioni. Infine, 48 euro sarà il risparmio per i servizi pubblici locali, 86 per i taxi e 109 per le bollette dell’energia, per un totale di 946 euro di spese in meno a famiglia.

 Ohibò ! Notiziona ! E in base a quali studi i Soloni delle Associazioni (che osannano il Libero Mercato e vivono di pesanti sussidi pubblici) avrebbero desunto questi dati? L’articolo è del 21 gennaio; quindi tre giorni prima che venisse pubblicato il testo del Consiglio dei Ministri, i Nostradamus de noantri avrebbero già fatto la loro profezia per tutto il 2012! Maghi o pataccari? Fate voi…
Quello che i signori non denunciano, fingendo di non essersene accorti, sono le mancate liberalizzazioni, al di là di qualche dichiarazione di facciata: «si poteva fare meglio e molto di più in settori rilevanti per beneficiare il Paese e le famiglie in settori importanti dell’economia quali quello bancario e dei carburanti»
Non sono un federconsumatore, ma l’occhietto mi è cascato sul comma 6 dell’ Art.36 del decreto. Quello che riguarda le AUTOSTRADE, che mi risulta vengano utilizzate dagli Italiani molto di più che non i taxi.  Ed ho scoperto il regaluccio fatto dai tecnici del Governo ai gestori delle stesse.
Il precedente testo prevedeva l’introduzione del Price Cap, un metodo di calcolo basato sulla determinazione di un “tetto” massimo ai prezzi che possono praticarsi all’utenza.
E’ il metodo più diffuso nei paesi industrializzati e prevede l’individuazione di un prezzo massimo inferiore a quello praticato in monopolio non regolato.
Così è stato aggiustato il nuovo articolo:
” 6) con particolare riferimento al settore autostradale, a stabilire per le NUOVE concessioni sistemi tariffari dei pedaggi basati sul metodo del price cap, con determinazione dell’indicatore di produttivita’ X a cadenza quinquennale per ciascuna concessione “
QUINDI questo meccanismo varrà solo per i titolari di   n u o v e   concessioni, ma non per chi già le detiene, che continuerà a praticare le tariffe che vuole e ad applicare gli aumenti esattamente come ha fatto fino ad oggi! E sapete  quando scadranno le concessioni? NEL 2038 !!!
E poi la lobby sarebbero i tassisti !
Si chiama tecnica di Distrazione di Massa: puntare l’attenzione su categorie deboli (tassisti, benzinai, edicolanti) e far crescere l’astio dei cittadini verso questi lavoratori, mentre nel silenzio totale, si fanno passare le vere porcate a scapito dei consumatori. Quando questo popolo inebetito riaprirà gli occhi?

 

ACCORDO. Dal sito di Regione Lombardia

 20 gen 2012
Regione – Taxisti: il Governo adotti il nostro modello

(Ln – Milano) Il mantenimento della disciplina del servizio taxi in capo alle Regioni e agli Enti locali, una regolamentazione      concertata del servizio, la fissazione di tariffe massime a tutela dei consumatori, l’extraterritorialità come principio condiviso e l’incremento delle licenze, in relazione a comprovate ed oggettive esigenze di mobilità, per garantire un servizio adeguato. Questi i punti principali dell’accordo sottoscritto oggi a Palazzo Lombardia dal Presidente, Roberto Formigoni, e dall’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo, con i rappresentanti dei 26 sindacati dei tassisti lombardi che, insieme, hanno detto no all’Authority unica nazionale. Per due motivi: che la materia taxi è di competenza regionale e degli enti  locali, e perché questa strada ha portato in Lombardia a risultati soddisfacenti.

“E’ un accordo che nasce dal grosso lavoro fatto in questi anni - ha detto il presidente Formigoni – e ci ha portato a costruire un sistema lombardo che è efficiente e trova la soddisfazione di tutti: degli operatori e dei cittadini. Per questo lo abbiamo già inviato al Governo perché lo possa prendere a modello“. “Un’intesa che nasce dall’esperienza – ha sottolineato Cattaneo -. Oggi il servizio in Lombardia costa meno della media europea e funziona meglio: le auto ecologiche sono il 65% del parco e il 45% dei tassisti parla una lingua straniera. Questo grazie a una regolamentazione che abbiamo condiviso, da 14 anni a questa parte, con le categorie nella prospettiva dell’apertura al mercato e delle liberalizzazioni, che devono essere concordate”.

MODELLO DEI TAXI IN LOMBARDIA. – Regione Lombardia ha avviato da oltre un decennio una liberalizzazione del servizio taxi concertata con gli Enti Locali e i rappresentanti delle Associazioni di categoria attraverso l’istituzione del bacino aeroportuale lombardo, attualmente costituito da 41 Comuni appartenenti a 3 province e da oltre 5.300 operatori su un totale regionale di 6.072 (pari ad oltre un quarto delle licenze nazionali). Tale modello – che si caratterizza per l’esercizio dell’attività nel bacino con reciprocità di carico e scarico clienti, per l’aumento del numero di licenze basato su oggettive esigenze del territorio, per un meccanismo di adeguamento annuale delle tariffe legato alla qualità del servizio e al recupero dei costi di settore, per la definizione di turni di servizio per garantire un’adeguata offerta – ha permesso di ottenere significativi risultati in termini di miglioramento della qualità del servizio portando la città di Milano al 4° posto assoluto in Europa secondo l’EuroTest 2011.

I TERMINI DELL’ACCORDO – Il primo punto prevede il mantenimento della disciplina del servizio taxi in capo alle Regioni e agli Enti locali, nel rispetto del titolo quinto della Costituzione e non a un’autorità nazionale. “In secondo luogoha spiegato Cattaneoil tassista è un lavoratore autonomo e tale deve rimanere, quindi ci deve essere una licenza per ogni tassista, con la possibilità di rendere flessibili i turni, di avere una seconda guida, ma evitando il cumulo delle licenze che avrebbe l’effetto di concentrare il mercato, di creare oligopoli e di trasformare il lavoro autonomo in lavoro subordinato“. Il terzo punto dell’intesa riguarda il mantenimento di tariffe massime a tutela dei consumatori costruite con parametri oggettivi, come già ora accade in Lombardia e queste tariffe possono essere ritoccate solo a fronte di un miglioramento del servizio. “Possono essere anche ritoccate al ribasso – ha sottolineato Cattaneo – ma sempre nel rispetto della remunerazione dei costi e dell’attività. Non vogliamo costi che creino lavoro nero o marginale, perché questo provocherebbe il crollo verticale del sevizio e una situazione meno gestibile di quella attuale“. Il quarto punto dell’intesa prevede che sia garantito il principio della extraterritorialità, come avviene da oltre 10 anni in Lombardia. Dal 1998, infatti, 42 comuni hanno diritto di reciprocità: il tassista di Bergamo o di Varese può cariare o scaricare passeggeri a Milano come fosse di Milano e viceversa. Un autista oggi non sta solo nel suo Comune: se fa parte del bacino aeroportuale, come è il caso dell’88% dei taxi in Lombardia, opera già al di fuori dei confini del Comune in un’area molto più ampia che coincide con quella di tre Province e 42 Comuni.

 QUELLO LOMBARDO DIVENTI MODELLO NAZIONALE – “Questo è il modello lombardo – ha detto Formigoni – che realizza il massimo di liberalizzazione possibile a vantaggio degli utenti e dell’economia. Proponiamo con convinzione il modello lombardo a tutta Italia e al Governo nazionale. Qui le cose funzionano da tempo, con l’accordo di oggi si liberalizza nella direzione giusta. Il governo nazionale utilizzi il modello lombardo per tutta Italia“. L’accordo prevede infine che Regione Lombardia e le associazioni di categoria dei taxi si impegnano a sostenerlo nelle idonee sedi politiche e legislative e a farsi parte attiva presso gli operatori del servizio affinché venga assicurato il normale svolgimento scongiurando il pericolo di incidenti, blocchi della circolazione e anomalie operative, con i conseguenti disagi all’utenza.

“DOBBIAMO PRENDERE ESEMPIO DAI TASSISTI”

Riporto un commento di un lettore di LA SQUADRA DI PIAZZAPULITA che trovo ineccepibile. La categoria dei tassisti subisce, come tutti i cittadini, i provvedimenti di questo Governo: sul piano pensionistico, tributario (con i più gli aggravi legati all’aumento dell’IVA – che non può essere scaricata – e dei carburanti). Oltre a tutto ciò si cerca di colpirla nel proprio lavoro e nell’ investimento fatto per poter svolgere la professione a costo di pesanti ipoteche sulla casa propria e/o dei propri familiari. Rappresenterebbe la miseria per decine di migliaia di famiglie! A questo i tassisti hanno detto NO, nel modo più fermo e, forse, deprecabile per alcuni. Gli stessi che hanno dimenticato cosa significhi scendere in piazza per difendere i propri diritti; gli stessi che subiscono passivamente le decisioni governative come le angherie subite sul posto di lavoro, salvo sfogare le proprie frustrazioni in diverse altre situazioni. Una di queste è la Rete, che dà immense possibilità di far girare informazione, di comunicare e di aggregare, ma va considerata un mezzo non un fine. Facebook pullula di Gruppi di persone incazzate ma, quasi sempre, tutto nasce e muore lì. Un po’ come preferire una pippa davanti ad un monitor ad un sano rapporto reale… E’ questa la tristezza di fondo: ci hanno trasformato in pecore ammaestrate, incapaci di reagire, di far gruppo, di difendere con le unghie e con i denti i nostri diritti, di invadere le strade per reagire alle ingiustizie. Fortunatamente, come nel nostro caso, c’è ancora QUALCUNO CHE DICE NO.

Mi pare una buona fotografia su una categoria di lavoratori che cerca solo di difendere il proprio lavoro, quello che non si fa più in Italia dove, i nostri sindacati, divisi ormai da anni, hanno consentito con questo “gioco” di fare continui regali alle nostre multinazionali. Dovremmo prendere esempio dalla categoria dei tassisti invece di vedere in loro il “male” di questo sciagurato Paese: ognuno di noi, per una volta, provi a pensare cosa ha fatto, finora, per avere un lavoro più dignitoso, se ha combattuto per questo. Francamente, e mi rivolgo soprattutto alle persone che con cattiveria guardano ai tassisti o alla gente con il forcone in mano, essi non sanno nemmeno cosa significhi fare dei sacrifici per avere un lavoro perchè, molto probabilmente, si sono sistemati attraverso la strada più facile: la raccomandazione che ti assicura una poltrona comoda sotto il “sederino”. Io apprezzo, invece, quelli che si alzano la mattina presto, lavorano con impegno e, in questa lista potrei inserire i commercianti, i benzinai, i giornalisti “veri”,gli operai di fincantieri o della fiat. Infine, mi auguro tanto che la tenacia, la forza, la voglia di difendersi dai tentacoli di un governo oligarchico che stanno dimostrando quei “delinquenti” dei tassisti possa svegliare dal torpore anche gli animi dei nostri giovani che, nel nostro Paese, debbono accontentarsi solo di contratti a progetto part-time se ti va bene, stage, lavoro in nero, ma questa vergogna che favorisce soprattutto le multinazionali che operano nei servizi, non scandalizza nessuno. Vi invito ad informarvi sulla retribuzione delle guide turistiche che lavorano sugli orribili bus turistici del Vaticano le quali, pur sapendo più di una lingua straniera e nozioni di storia e storia dell’arte, percepiscono circa 6 euro l’ora, ovviamente con contratto precario. A questo punto sapete cosa vi dico: W i tassisti perchè “lottano” per mantenere uno stipendio che possa dirsi decente, sveglia ITALIA!

Very

LA STRATEGIA DI HO CHI MINH

 ”… la tigre americana che gira per la foresta dicendo di esserne la regina deve essere chiusa in una capanna e li’ deve essere picchiata a dovere. Devono essere a lei tolte le unghie e le botte devono essere assestate facendo male ma non sciupando il manto. Tutto cio’ allo scopo che torni bastonata ed inoffensiva nella foresta e possa dire a tutti, per il manto intatto, che ne e’ sempre la regina…”

 

ACCORDO REGIONE LOMBARDIA – ASSOCIAZIONI TAXI del 20/1/2O12

Regione Lombardia Infrastrutture e Mobilità

INTESA TRA REGIONE LOMBARDIA E RAPPRESENTANTI DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA TAXI PER LA CRESCITA E LO SVILUPPO DEL SERVIZIO TAXI

Premesso che: Regione Lombardia ha awiato da oltre un decennio una liberalizzazione del servizio taxi concertata con gli Enti Locali e i rappresentanti delle Associazioni di categoria attraverso l’istituzione del bacino aeroportuale lombardo, attualmente costituito da 41 Comuni appartenenti a 3 province e da oltre 5.300 operatori su un totale regionale di 6.072 (pari ad oltre un quarto delle licenze nazionali). Tale modello -che si caratterizza per “esercizio dell’attività nel bacino con reciprocità di carico e scarico clienti, per l’aumento del numero di licenze basato su oggettive esigenze del territorio, per un meccanismo di adeguamento annuale delle tariffe legato alla qualità del servizio e al recupero dei costi di settore, per la definizione di turni di servizio per garantire un’adeguata offerta -ha permesso di ottenere significativi risultati in termini di miglioramento della qualità del servizio portando la città di Milano al 4° posto assoluto in Europa secondo l’EuroTest 2011. Grazie a questo modello lombardo: –la città di Milano risulta essere la prima città per disponibilità di taxi rispetto alle principali città europee (3,7 taxi per 1.000 abitanti, rispetto alla media europea di 2,8) e rispetto alle principali città capoluogo italiane (3,7 taxi per 1.000 abitanti, rispetto alla media italiana di 1,9); –le iniziative concertate a livello regionale hanno permesso di elevare gli standard di servizio sotto il profilo qualitativo, tecnologico e ambientale, in particolare attraverso: –l’aumento della conoscenza di lingue straniere (la percentuale di tassisti che conoscono almeno una lingua straniera è passata dal 25% al 50%); –la diffusione dei dispositivi di pagamento elettronico (la quota di taxi in possesso di POS è salita dal 20% al 45%); –l’ampliamento del parco autovetture ecologiche (la quota di taxi ecologici è salita dal 32% al 60%); –tali miglioramenti sono stati raggiunti garantendo all’utenza un servizio con tariffe inferiori a quelle delle principali città italiane ed europee (costo della orsa standard pari a 12,18 € rispetto alla media europea di 12,49 €).
Alla luce della positiva esperienza del modello lombardo, Regione Lombardia e le Associazioni di Categoria di rappresentanza dei tassisti, in relazione alla bozza del DL liberalizzazioni, CONVENGONO di intraprendere, ciascuno per quanto di propria competenza, le opportune iniziative volte a promuovere, presso il Governo e il Parlamento, l’accoglimento, in sede di riforma della disciplina taxi, dei seguenti principi condivisi: -mantenimento in capo alle Regioni e agli Enti locali delle competenze in materia di regolamentazione del servizio taxi, evitando il trasferimento di competenze ad autorità nazionali, nel rispetto di quanto disposto dal Titolo V della Costituzione; attuazione di una regolamentazione concertata del servizio taxi, nell’ottica di una maggiore apertura del mercato e di un migliore accesso alla professione, attraverso il coinvolgimento degli Enti territoriali interessati e delle organizzazioni sindacali e associazioni di categoria maggiormente rappresentative; fissazione di tariffe massime a tutela dei consumatori, inclusa la possibilità di stabilire tariffe predeterminate per tragitti prestabiliti, e adeguamento delle tariffe solo in funzione di parametri oggettivi e del raggiungimento di specifici indicatori di qualità del servizio; maggiore libertà nella fissazione delle tariffe rispetto a quelle massime, ferma restando la possibilità di una loro corretta e trasparente pubblicizzazione e l’armonizzazione con le regole generali dettate a livello di bacino integrato regionale o subregionale. Le tariffe dovranno comunque assicurare una corretta relazione con gli oggettivi costi di esercizio, inclusa una congrua remunerazione dell’attività; -extraterritorialità come principio condiviso, secondo procedure concordate con gli enti territoriali interessati nell’ambito regionale o degli eventuali bacini subregionali individuati dalle Regioni, al fine di garantire adeguati standard minimi di erogazione del servizio, tenendo conto delle esigenze di mobilità, nonché dell’intensità dei movimenti aeroportuali, ferroviari e turistici, secondo i principi della L. 21/92 così come attuati dalla L.R. 11/2009; -incremento delle licenze, ove ritenuto necessario da parte degli Enti competenti, disposto in relazione a comprovate ed oggettive esigenze di mobilità e alle caratteristiche demografiche e territoriali di riferimento, e loro assegnazione mediante asta pubblica anche al fine di garantire le entrate fiscali a favore della Pubblica Amministrazione e la salvaguardia del valore delle licenze in essere all’interno del bacino regionale o subregionale; -incremento dell’offerta, finalizzato a garantire un servizio adeguato alle esigenze della domanda di mobilità dei cittadini, attraverso la possibilità di essere sostituiti alla guida da chiunque abbia i requisiti di professionalità e moralità richiesti dalla normativa vigente, evitando il cumulo delle licenze che porterebbe al rischio della concentrazione di mercato e quindi alla creazione di oligopoli e alla trasformazione di lavoro autonomo in lavoro subordinato; 2 -maggiore libertà nella determinazione degli orari di lavoro e dell’organizzazione d’intesa con le associazioni di categoria, salvo l’obbligo di garanzia di un servizio minimo in tutto l’arco della giornata e la possibilità di sviluppare nuovi servizi integrativi come il taxi ad uso col/ettivo o altre forme innovative; -proseguimento di un percorso per il miglioramento degli standard qualitativi del servizio, anche attraverso il mantenimento di un sistema di incentivi, finalizzato al miglioramento del parco veicolare e della sua sostenibilità ambientale, alla qualificazione professionale dei conducenti e al miglioramento delle condizioni strutturali del servizio (es. corsie preferenziali, percorsi dedicati). Alla luce di quanto sopra condiviso: Regione Lombardia e le associazioni di categoria taxi si impegnano a sostenere nelle idonee sedi politiche e legislative i principi sopra indicati; Regione Lombardia e le associazioni di categoria taxi si impegnano a farsi parte attiva presso gli operatori del servizio affinché venga assicurato il normale svolgimento dello stesso e scongiurato il pericolo di incidenti, blocchi della circolazione e anomalie operative, con i conseguenti disagi all’utenza.
Milano, 20 gennaio 2012
REGIONE LOMBARDIA Il Presidente Roberto Formigoni L’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo Le Associazioni di Categoria Taxi

accordo_regione_lombardia_20-01-2012-3  QUI IL TESTO ORIGINALE CON LE FIRME